Rimini: dall’Impero al Rinascimento.

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Rimini

Durata percorso: Full Day 5/6 H

Rimini ha un cuore antico che parla di secoli passati e popoli che hanno lasciato vive le loro testimonianze: umbri, galli, greci e, soprattutto, romani, i quali svelano il loro passaggio in città grazie all’archeologia.

L’antica Ariminum (nome derivato dal fiume che lambiva quest’ area, Ariminus, attuale Marecchia) svela dapprima il suo volto di colonia romana attraverso la propria struttura: un reticolo stradale organizzato attorno a due assi ortogonali principali, il cardo ed il decumano, su imitazione del castrum (accampamento militare), racchiuso all’interno di una possente cerchia muraria. La colonia romana fu da sempre un punto chiave della geografia dello stato romano: chi possedeva Rimini, poteva regolare i traffici in pianura padana ed accedere a Roma facilmente attraverso la via Flaminia:  lo capirono benissimo due grandi personaggi, come Giulio Cesare ed Ottaviano Augusto. Con quest’ultimo, nel passaggio verso l’età imperiale, Ariminum diventa una colonia ricca di monumenti privati e pubblici di primaria importanza: ricordiamo l’Arco di Augusto, costruito nel 27 a.C. per volere del Senato romano, per omaggiare la figura dell’imperatore che con la sua politica aveva contribuito al raggiungimento della pace all’interno delle colonie, nonché alla sistemazione delle antiche strade consolari; l’anfiteatro, uno dei più grandi di tutti l’impero ed il Ponte di Tiberio, costruito tra il 14-21 d.C. e terminato dal figlio adottivo di Augusto, Tiberio secondo imperatore di Roma.

Un altro gioiello del periodo imperiale romano è la magnifica Domus del Chirurgo, del II secolo, domus e taberna medica tra le più conosciute e importanti dell’impero, scoperta casualmente nel 1989: ha conservato intatti più di 150 ferri chirurgici, il corredo chirurgico antico più importante mai ritrovato finora.

 

La storia di Rimini vede un altro periodo di grande splendore nel Rinascimento diventando una delle corti quattrocentesche di maggior fulgore, con la figura dii Sigismondo Pandolfo Malatesta, mecenate delle arti e condottiero abilissimo. Sotto il suo principato verrà costruita una delle chiese più importanti di tutto il rinascimento italiano, il Tempio Malatestiano (1450). Per realizzarlo chiamerà a corte pittori, poeti, architetti tra i più importanti del tempo: Leon Battista Alberti, Piero della Francesca, Matteo Nuti, Agostino di Duccio.